30 aprile 2014

Cinque fasi della preparazione agli esami

Non vi dico nulla di nuovo. Sicuramente tutti voi sapete meglio di me come funzionano queste cose. Se solo avete frequentato un liceo o una scuola superiore, saprete che preparare una verifica si compone di diverse fasi, la maggior parte delle quali piuttosto spiacevoli. In media ecco cosa succede quando dobbiamo preparare un esame.

1. Negazione (ovvero c’è tempo, tiriamo freccette ai palloncini)

La prima fase si protrae in media fino a qualche giorno prima dell’esame e si accompagna a grande sfoggio di noncuranza e relativa calma. Mancano mesi, settimane, giorni… non c’è bisogno di correre. In fondo sono solo MILLECINQUECENTO pagine di manuale, OTTO testi obbligatori più altri CINQUE facoltativi per prendere più di 24. Coraggio, ragazzi, si può fare in un mesetto o giù di lì. Abbiamo tutto il tempo per recuperare le dodici serie tv che abbiamo lasciato indietro, leggere tre volte Guerra e Pace e ci scappa pure la gita al mare.
E se qualcuno prova a farvi notare che sarebbe ora di studiare…





2. Rabbia (ovvero chi diavolo ha mandato avanti il tempo?)

No, qualcuno vi ha fregati. Non è possibile che manchino solo più dieci giorni all’esame, qualcuno deve pagare per questo! E ovviamente non siete voi.
Gli insegnanti vi odiano. I vostri genitori, che vi chiedono di aprire la finestra della vostra stanza perché non si trasformi in una camera a gas, vi odiano. Gli amici che scelgono proprio quei giorni per organizzare dieci barbecue, due gite, quattro serate in discoteca, vi odiano. L’Università vi odia. La segreteria vi odia.
Il mondo è un posto orribile.



3. Contrattazione (ovvero suddividere le pagine da studiare nei giorni rimanenti)

Dopo il primo momento di panico spaesamento, decidete che è inutile piangere sul vino latte versato e cominciate a fare piani a livello dell’operazione Barbarossa per arrivare all’esame con il minimo di preparazione richiesta. Forse se quel capitolo lo saltate, se leggete gli appunti del vostro amico secchione che non si è perso una lezione e sacrificate un agnello sull’altare degli dèi universitari, l’esame potrebbe anche andare bene.
In fondo in quarta elementare avete aiutato una vecchietta ad attraversare la strada, non avete mai ucciso il cane dei vicini che vi sveglia alle due di notte per ululare alla luna e avete sempre, SEMPRE, chiuso la bottiglia del latte prima di rimetterla in frigo. Il karma vi deve questo favore.




4. Depressione (quando mancano tre giorni all’esame e la pila dei libri ancora da studiare supera l’altezza della Torre di Babele)

Non c’è bisogno che vi dica cosa succede, vero? Diciamo che, se il pagliaccio di IT arrivasse e vi proponesse un giro in barca insieme a Sweeny Todd e Joker, saltereste a bordo senza neanche portarvi i calzini di ricambio.



5. Accettazione (non che ci resti scelta…)

Ormai il dado è tratto.
Abbiamo fatto 30.
Carpe diem.
Mal comune…
L’accettazione di solito arriva un istante prima di sedersi davanti al prof e cominciare a vomitare parole senza senso che nelle ultime ore avete disperatamente cercato di appiccicarvi in testa con il vinavil. Non sapete bene nemmeno voi di cosa state parlando, o non parlando, sapete solo che quello è il giorno più brutto della vostra vita, che siete dei deficienti, degli idioti, che se solo aveste iniziato qualche giorno prima ora non stareste inventando una nuova guerra/un nuovo teorema matematico/un libro mai scritto ma che voi avete letto e apprezzato. La prossima volta inizierete in tempo. Davvero. Partirete e studiare tre mesi prima con tanto di schemi e…
 “Va bene, va bene. Le do 20 e non ne parliamo più!”.





E, improvvisamente, tutti i buoni propositi vengono dimenticati e si torna al punto di partenza.
In fondo fa parte del gioco.

No?

14 aprile 2014

Incontri con gli Estranei #1

Tornando dalla palestra. Strada buia.
Sensazione di essere seguita.
Tizio Random spunta di lato facendoti prendere un colpo.

TizioRandom: "Ehi, ehi! Hai un bel passo, eh! Vai veloce, complimenti!".
Alaisse *cercando di non far vedere di essere sul punto di collassare per lo spavento*: "Eh... sì...".
TR: "Ma sei italiana... capisci l'italiano?".
InsideAlaisse: "Senti, ma tu cosa fai per attirarli? DEVE esserci qualcosa. Magari emani un feromone particolare che attira gli imbecilli nel giro di dieci isolati...".
Alaisse *sorride educatamente* : "Sì, certo. Sono italiana".
TR: "Ah, ecco. Comunque sì, camminare mantiene giovani! Ma cosa lo dico a fare che te sei ancora una bambina...".
InsideAlaisse: "Toh, un autobus che arriva... una spinta ben assestata, una gamba in avanti...".
Alaisse: "Eh!".
Tizio Random: "Ma quanti anni hai?".
Alaisse *sorriso tirato* : "Ventiquattro".
Tizio Random: O_O "No, no, no! Ma sembri una bambina!".
InsideAlaisse: "Secondo te lo ripete perché spera di ottenere un applauso o perché non ha ancora capito che il borsone che ti porti dietro, se lanciato alla giusta velocità, può provocare traumi cranici da ricovero immediato?".
Alaisse: "Eh!".
Tizio Random: "Davvero, pensavo fossi delle medie!”.
Alaisse: “Eh!”.
TR: “Allora sei sposata?".
InsideAlaisse: "WTF????".
InsideAlaisse2: "AHAHAHAHAHAHAH *risata isterica*".
InsideAlaisse3: "Conta fino a dieci... uno... due... tre...".
Alaisse: "No, NO!".
Tizio Random: "Allora hai un ragazzo!".
InsideAlaisse: "IO LO ASNADKNALCKMAOISNAKANCMLANXALSMAOSNA!".
InsideAlaisse2: "AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA".
InsideAlaisse3: "Centoventiquattro, centoventicinque, centoventisei...".
Alaisse *candidamente*: "No, niente ragazzo!".
TR: "Eh, non va bene. A ventiquattro anni bisogna avere un ragazzo... uno sfogo!".
InsideAlaisse: "Ma se ci sfogassimo su di lui?".
Alaisse: "Infatti vado in palestra per sfogarmi =D Prendo a pugni i sacchi *sorriso angelico* e non solo! *altro sorriso angelico*".
TR (non coglie l'allusione): "Ah, brava, brava!".
InsideAlaisse3: "Senti, o cambi strada o lo butti sotto una macchina. A te la scelta!".
InsideAlaisse2: "AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA".
InsideAlaisse: "Tanto sembri una bambina, magari ti processano come minorenne!".
Alaisse: "Io giro di qua, è stato un piacere!".


InsideAlaisse: “Ehi, ma questa potrebbe essere una buona notizia!”.
InsideAlaisse2: “Una buona notizia?”.
InsideAlaisse3: “Non dirlo…”.
InsideAlaisse: “Sì, finalmente ho capito perché i ragazzi non ci provano con te: è perché sembri una bambina! Quindi è solo questione di aspettare qualche anno e…”.
InsideAlaisse2: “Oh, quindi è perché sembra troppo giovane, perché si sa che i ragazzi preferiscono quelle più mature, più vecchie. Nessuno vuole stare con le ragazze giovani, sono troppo… giovani!”.
InsideAlaisse3: “Sì, e poi non c’entra sicuramente il fatto che lei manco li guarda i ragazzi, preferisce stare a casa con un libro in mano, in biblioteca con un libro in mano, ai giardini con un libro in mano… Se almeno leggesse dei libri dove non ci sono protagonisti perfetti che la rovinano con aspettative troppo alte!”.
InsideAlaisse: “Sono convinta di aver scoperto la soluzione: basta invecchiarla. Vedrete con qualche ruga in più sarà la star della… della libreria”.
InsideAlaisse2: “Già, peccato che il 90% dei clienti delle librerie siano donne, o professori over 50”.
InsideAlaisse3: “Mi sfugge il punto di questa conversazione”.
InsideAlaisse: “Che forse un giorno il ragazzo se lo trova davvero!”.
InsideAlaisse2: “…”.
InsideAlaisse3: “…”.
InsideAlaisse2: “Scusa, e chi ha detto che lo vogliamo?”.
InsideAlaisse3: “Lasciala alle sue illusioni. Lei è quella che piange davanti a Notting Hill, non merita il nostro rispetto”.


 Il personaggio che avrei potuto interpretare io


Nel frattempo Alaisse è arrivata a casa, ha fatto cena, e ora scrive al computer sperando che le voci nella sua testa smettano di parlare.

10 aprile 2014

Regole di casa Amehana

Per sopravvivere, bisogna conoscere le regole da seguire e, anche se mi piace pensare che casa mia sia come la giungla (niente regole! Conta solo sopravvivere), in realtà ci sono alcuni piccoli accorgimenti da seguire.
Dal momento che alcuni mi hanno chiesto di essere adottati nella mia famiglia, ho pensato di fare un piccolo manuale per rendervi più semplice il passaggio. Se una volta letto vorrete ritirarvi, siete ancora in tempo per farlo.

Regola numero 1
Quello che è tuo è mio e quello che è mio è mio. No, non è un errore, questo è il modo di ragionare dei figli in casa Amehana. Questione di sopravvivenza, non di egoismo, sia chiaro.

Regola numero 2
I genitori hanno sempre ragione.
Ma finché non li contraddici a voce alta puoi fare quello che ti pare. Si consiglia il silenzio stampa ogni volta che salta fuori un argomento problematico che può spaziare dalla politica alla data scelta per le vacanze.

Regola numero 3
Qualsiasi articolo commestibile che vuoi conservare per un ipotetico futuro (in particolar modo del settore dolciario) deve essere tenuto fuori dalla portata di Fratello. E dato che l’apertura alare di Fratello supera i due metri – tipo i condor – questo vuol dire nasconderli MOLTO bene.

Regola numero 4
Non ci si offre per fare lavori in casa. MAI.
Altrimenti togli tutto il divertimento nel litigare su chi ha tolto la polvere per ultimo e Madre e Padre potrebbero pensare che tu sia in fin di vita.

Regola numero 5
I turni per caricare la lavastoviglie sono stabiliti da un preciso calcolo astrale che moltiplica i giorni del mese in cui hai sbucciato le patate, poi eleva al quadrato la somma delle ore passate a togliere la polvere, togliendo prima i minuti in cui hai guardato la televisione col possesso del telecomando, infine divide per le ore di studio e ambarabà ciccì cocò, alla fine tocca sempre a te.
Perché sì.

Regola numero 6
A cena bisogna litigarsi la porzione più abbondante di qualsiasi cosa, in particolare del dolce. Non importa se stai già esplodendo o se devi prepararti per la prova costume. Fratello non può avere la fetta più grossa.
MAI.
Meglio soffrire tutta la notte per l’indigestione che lasciargli la soddisfazione.



Regola numero 7
Onora la Nonna. E non solo perché senza di lei tu saresti ancora uno sputacchio nei pensieri di qualche estraneo, ma perché è Santo e Giusto e chiunque tratti male la Nonna avrà per sé un intero girone dell’Inferno.
Comunque è sorda, per insultarla devi impegnarti di brutto, non vale la fatica.

Regola numero 8
Non importa se hai già preso altri impegni, se hai una scadenza, un compito in classe, un esame o un’operazione a cuore aperto. Se in tv danno Harry Potter o Il Signore degli Anelli, tu stai a casa e TE LO GUARDI. Mentre Fratello fa la musica, Padre urla “Il mio tessssssoro!” e io dico le battute dei personaggi prima che abbiano preso fiato per parlare.
Madre di solito gioca al computer, ma è presente. Tu puoi fare lo stesso.

Regola numero 9
È sacrosanto dovere di tutti gli Amehana avere gusti diversi in fatto di cibo e se Padre preferisce la pizza surgelata a marchio Esselunga, Madre dovrà – per questione d’onore – preferire quella a marchio Conad, Fratello preferirà quella della Buitoni mentre la sottoscritta vorrà quella con la base vuota per poterci mettere sopra il sugo. E così via, in modo da poter avere motivi di discussione ogni santa volta che si decide di mangiare qualcosa di diverso.

Regola numero 10
Essere grassi in casa Amehana è un po’ come finire a Tassorosso durante lo smistamento: sei quello che rimane dopo che i fighi si sono presi il meglio. Per coerenza, quindi, Padre cucinerà manicaretti prelibati tutte le sere, Fratello si mangerà la sua porzione più metà di quella di Padre per tenerlo a dieta, Madre si ridurrà la porzione per non perdere la linea e tu… beh, se sei furbo farai come me: spazzolerai tutto mentre gli altri sono distratti.
Ricorda: nella giungla bisogna essere in forze per sopravvivere!


Per ora credo di avervi dato le dritte fondamentali, ma non temete: presto scriverò un intero manuale per muovervi nella mia famiglia come veri Amehana.  

4 aprile 2014

Cronache Famigliari #Prologo


Forse qualcuno di voi mi segue già su fb e sa che vivo in una casa dove l’assurdo è all’ordine del giorno e dove i componenti della famiglia fanno a gara per pronunciare le battute più imbarazzanti. Per chi fosse scampato a tale incresciosa esibizione di cattivo gusto, riassumo brevemente i personaggi finora apparsi:

Madre
anche detta “Colei che porta i pantaloni e sopporta con stoicismo tutti gli altri”
Madre è nata in tempi remoti e pertanto porta sulle spalle il peso di grande saggezza e illuminata sapienza, tanto che ha diritto a mettere naso in qualsiasi faccenda pubblica o privata che abbia anche solo lontanamente il sentore di avere a che fare con me o Fratello (vedi descrizione successiva per conoscere nel dettaglio codesto personaggio).
Madre possiede il dono di una considerevole altezza e di un fisico asciutto che, quando andiamo in giro per negozi insieme, è causa di forte imbarazzo per la sottoscritta, dal momento che le commesse si divertono più a vestire lei che a dare retta ai miei gusti discutibili in fatto di moda.
Condividiamo una passione per i telefilm di investigazione e la nostra missione settimanale consiste nel rubare il telecomando a Padre per vedere i nuovi episodi di Hawaii Five-O, Intelligence o Criminal Minds.

Padre
anche detto “Colui che borbotta” o, a detta sua,   “Colui senza il quale la baracca non va avanti”
Padre è nato in tempi altrettanto remoti ma, per cause ancora sconosciute, ha sviluppato una profonda indifferenza per il prossimo e il mondo che lo circonda. I suoi interessi possono essere riassunti in cosa si mangia per cena (e dal momento che cucina lui, questo interesse occupa buona parte della sua giornata) e in che programma può ascoltare a occhi chiusi dopo il pasto, fingendo di seguirlo per non lasciare il telecomando a Madre.
È tenuto perennemente a dieta da Fratello che gli ruba dal piatto tutti i formaggi diversi dalla ricotta e gli impedisce di fare il bis di qualsiasi cosa non sia insalata scondita o peperoni crudi senza olio.
Ama il suo orto più dei suoi figli e non perde occasione per far notare quante soddisfazioni gli dia più di noi e di quanti frutti abbia già raccolto. (Io ancora sto cercando di capire quali frutti vorrebbe cogliere da me. Non sapevo di essere un albero di susine, al massimo potrei essere una pianta grassa… di quelle che fioriscono una volta ogni cento anni e per il resto sono uguali a un cactus qualunque).

Fratello
anche detto “Il nemico” o “L’alleato obbligato” a seconda dei momenti
Fratello ha la fastidiosa abitudine di credersi molto divertente e pertanto non perde occasione per deliziare tutti noi con le sue battute e i suoi scherzi. In media devo subire un attacco a sorpresa (una vera e propria incursione in camera con tanto di urla e finti spari) ogni settimana o poco più.
Da piccolo era un tenero angioletto dagli occhi azzurri e i capelli biondi, poi è cresciuto, ha cominciato a fare arti marziali, e adesso è una montagna che supera il metro e ottanta e sfiora gli 80 chili. Quando andiamo ai pranzi con i parenti gli chiedono che lavoro fa e lui risponde che studia ancora all’università. A me chiedono se ho intenzione di prendere la patente non appena compio diciott’anni. Ormai non ho più cuore di dire che la patente ce l’ho da 5 anni e che sono maggiorenne da sei. Li lascio nell’illusione che Fratello sia il maggiore dei due e mi consolo pensando che posso prenderlo in giro per la sua fronte stempiata.
Fratello ama tutto ciò che ha a che fare con la vita militare, infatti ha provato a entrare in Accademia, ma credo che Madre abbia pagato chi di dovere perché non lo facessero entrare. Dannazione, con tutto quello che avevo speso io per mandarlo fuori di casa!
Questo vuol dire che potrò allietarvi con le sue bravate ancora per qualche anno. (Il che dovrebbe preoccuparvi almeno un po’).



Credo di aver finito coi personaggi principali, ma presto inizierò con le cronache vere e proprie, ormai i post di fb non sono più sufficienti a contenere tutta la follia della famiglia Amehana!